IL SALUTO AL SOLE

Nello Hatha Yoga c’è una pratica molto importante il “Saluto al Sole”. Il Saluto al sole, Surya namaskara (letteralmente in Sanscrito significa Surya= Sole; Namah= Chinarsi; Kara= fare atto di; quindi Surya namaskara= Prostarsi davanti al sole. Simboleggia un inno poetico eseguito con il corpo, il sole è il simbolo della forza cosmica dalla quale la nostra intera vita dipende. L’essere umano è il punto di incontro tra terra e cielo Surya namaskara permette una presa di coscienza delle relazioni che esistono tra le energie dell’Universo e l’uomo. E’ composto da una sequenza di 12 Asana (posizioni yoga), spesso apre una seduta di yoga ma può essere praticata individualmente nelle ore del mattino perché  predispone il corpo e la mente ad affrontare la giornata positivamente e con energia. Se poi si ha la possibilità di eseguirla rivolti verso il sole, l’efficacia aumenta. I suoi effetti non si fermano certamente alla scioltezza fisica, ne beneficia la colonna vertebrale, l’apparato muscolare, il sistema digerente, il sistema di eliminazione delle scorie attraverso il sudore (se si pratica sino a sudare), aumenta l’attività cardiaca e la circolazione del sangue, si rinforza il sistema nervoso, stimola l’attività delle ghiandole endocrine e ne favorisce il funzionamento regolare, migliora il portamento, riduce il grasso nell’addome, rende più resistenti alle malattie, e tanti altri benefici ancora. Limitarmi alla semplice spiegazione tecnica o ai benefici e controindicazioni è molto riduttivo. Per cui vorrei far comprendere un aspetto, spesso sconosciuto da taluni praticanti yoga, che va al di là dalla materialità dell’esecuzione della tecnica. Oltre all’aspetto psicologico che ogni Asana, possono avere se eseguite con consapevolezza di ciò che si sta facendo, c’è un aspetto ancora più profondo, quello “spirituale”. L’intera sequenza dei movimenti dovrebbe essere effettuata con un atteggiamento devozionale, senza limitarsi all’aspetto ginnico. In questa pratica ogni gesto è simbolico: il movimento di un braccio è un’offerta del braccio al Divino, non è semplicemente esercitare un muscolo, ma significa “Ecco, ti dono il mio braccio, ricevo da te forza e movimento”. Un piegamento in avanti verso il basso accompagnato da una espirazione è un gesto di umiltà, modestia, un inchino alla Madre Terra. Un movimento verso l’alto o all’indietro è come  guardare il cielo, mentre mi riempio di sole e di luce. Mantenere la posizione più a lungo simbolizza allungare la vita; mantenere una posizione immobile significa non disperdere quella energia di cui ti sei riempito. Da qualche parte ho letto quanto riporto di seguito. Pochi versi per comprendere la profondità dei movimenti se effettuati con consapevolezza, con l’augurio che porti al lettore qualcosa di più, ricordando che lo yoga è l’unione tra corpo-mente-spirito.

“Con le mani congiunte, fermo di fronte al Sole, avverto amore e gioia nel fondo del mio cuore.
Mi apro e dal calore mi lascio riempire.
Porgendo il viso al suolo, in umile rispetto, m’inchino al suo splendore.
Sollevo il volto al Sole e allora mi ricordo: “son polvere di terra”…
Mi volgo alla sua luce, a simile statura e cerco di elevarmi ad altezza suprema
per poi di nuovo arrendermi.

Fermo, restando in piedi, richiamo alla memoria
che “il Vero Sole è in me”

Istruzioni della tecnica:

  • State eretti, con i piedi uniti e le mani giunte davanti al petto. Sentite il contatto dei piedi col pavimento e tenete il collo ben eretto. Espirate.
  • Inspirando, distendere le braccia verso l’alto e flettere il tronco all’indietro.
  • Espirando, piegarsi in avanti partendo dai fianchi. Appoggiare i palmi delle mani a terra a fianco dei piedi, se possibile appoggiando il viso alle ginocchia.
  • Inspirando, stendere la gamba sinistra indietro. Contemporaneamente piegare il ginocchio destro e guardate in alto sollevando il mento.
  • Trattenendo il respiro, portare il piede destro indietro, accanto al sinistro. Il corpo deve formare una linea dritta.
  • Espirando, appoggiare a terra le ginocchia, il petto e la fronte, tenendo sollevati il bacino e lo stomaco.
  • Inspirando, sollevare la parte superiore del corpo stendendo le braccia. Guardare in alto
  • Espirando, con le mani a terra,  portare la punta dei piedi in avanti e spingere le natiche verso l’alto e indietro. Spingere i talloni e la testa in direzione del pavimento.
  • Inspirando, portare il piede sinistro tra le mani. La gamba destra si troverà tesa all’indietro, con il ginocchio appoggiato a terra.
  • Espirando, portare la gamba destra vicino alla sinistra e il bacino verso l’alto, avvicinando il viso alle gambe.
  • Inspirando, portare le braccia distese in avanti, poi verso l’alto e quindi oltre la testa, piegandosi all’indietro con le mani unite.
  • Tornare in posizione eretta ed espirare. Ripetere la sequenza partendo con la gamba destra.

Lucia Perozzi

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