Lateralità e Asana. Loro Proprietà e Cenni di Interpretazione Psicosomatica

Autori: Maria Chiara Dell’Amico

Introduzione

Nello yoga, tutte le posizioni (o “asana”), sono costituite da pochi movimenti di base (o “mattoni”). Ogni posizione è quindi una possibile combinazione di questi mattoni.

I mattoni basilari sono costituiti da sette tipi di movimenti primari che il corpo può fare. Gli asana avanzati sono espansioni più profonde e sintesi di combinazioni diverse che, essendo più articolate e complesse, permettono di esercitare più aree del corpo simultaneamente.

Se un asana per qualcuno può risultare difficoltoso, è possibile ricondurre tale difficoltà ad una rigidità o debolezza in una o più parti del corpo coinvolte.

I Mattoni: le Tipologie dei Movimenti che costituiscono gli Asana

I sette movimenti base (o “primari”) sono elencati e definiti di seguito:

1. la “flessione” è la diminuzione dell’angolo dell’articolazione (per esempio, quando si porta il mento verso torace);

2. l’”estensione” è l’aumento dell’angolo dell’articolazione o un ritorno da una flessione (per esempio, quando si allinea la testa col resto del corpo, e cioè la si porta eretta);

3. l’”iperestensione” è una continuazione dell’estensione oltre la posizione di partenza o oltre la linea verticale dell’orecchio (per esempio, quando si inclina la testa all’indietro);

4. l’”abduzione” è il movimento laterale che si allontana dalla linea mediana (per esempio, quando si muovono lateralmente le braccia o le gambe);

5. l’”adduzione” è il ritorno dall’abduzione (per esempio, quando si riportano le braccia ai lati);

6. la “rotazione” (sinistra, destra, interna, ed esterna);

7. la “circumduzione” (quando un movimento descrive un cono – per esempio, quando si descrivono dei cerchi con le braccia).

Poi ci sono anche i seguenti movimenti “secondari”, riportati con relativi esempi:

  1. “iperflessione” (flessione del braccio oltre la verticale);
  2. “flessione laterale” (piegamento verticale della testa o del tronco);
  3. “supinazione” (rotazione esterna dell’avambraccio);
  4. “pronazione” (rotazione interna dell’avambraccio);
  5. “inversione” (girare all’interno le piante dei piedi, con il peso sul margine esterno del piede);
  6. “eversione” (girare all’esterno le piante dei piedi, con il peso sul margine interno del piede);
  7. “flessione dorsale” (movimento del dorso del piede verso l’osso dello stinco);
  8. “flessione plantare” (movimento della pianta del piede verso il pavimento).

Movimenti e Asana

I piedi e le caviglie possono compiere i seguenti movimenti: flessione dorsale (la Posizione del Cane), flessione plantare (la Posizione dell’Eroe), inversione (la Posizione del Loto) ed eversione.

Le ginocchia possono flettersi (la Posizione dell’Eroe) ed estendersi (la Posizione della Montagna).

Con le anche si possono compiere movimenti di: flessione (gli Stiramenti supini delle gambe), estensione, iperestensione (la Posizione della Locusta), abduzione (le Flessioni a gambe divaricate), adduzione, e rotazione interna (la Posizione dell’Eroe) ed esterna (la Posizione del Loto).

Con le spalle si possono compiere movimenti di: flessione, estensione, abduzione, adduzione, rotazione interna ed esterna, rotazione verso l’alto della scapola, elevazione e depressione della scapola, e iperestensione. Questi movimenti si trovano in asana come il piegamento in avanti e la Posizione del Cane, e negli Stiramenti delle spalle.

Il collo è capace di: flessione (la Posizione del Ponte), iperestensione (la Posizione della Locusta), flessione laterale (la Posizione della Mezza Luna) e rotazione (la Posizione della Torsione del Saggio).

Con la spina dorsale si possono compiere movimenti di: flessione (il Piegamento in avanti del corpo), iperestensione (la Posizione della Locusta), flessione laterale (la Posizione della Mezza Luna), e rotazione (la Posizione della Torsione del Saggio).

Le proprietà di alcuni Asana

Di seguito vengono presi in esame Asana nei quali le parti del corpo (i suoi “lati”, appunto), sono coinvolte in maniera assolutamente identica o “bilanciata” (la parte destra e quella sinistra si trovano contemporaneamente nella stessa posizione), oppure in maniera alternata o “complementare” (la parte destra si trova ad assumere la stessa posizione prima o dopo la sinistra, e quindi mai in contemporanea).

La “Posizione dell’Albero” (flessione laterale del ginocchio in piedi), è una posizione abbastanza complicata da eseguire, poiché richiede equilibrio ed elasticità (Figura 1). Questo asana è indicato per la conservazione dell’equilibrio fisico e mentale, eliminando stress, ansia e irritabilità. Questa posizione è sconsigliata a chi ha avuto lesioni alle ginocchia e a chi soffre di varici alle gambe.

La “Posizione delle braccia in diagonale” (flessione laterale delle braccia), è una posizione abbastanza semplice che però richiede una certa elasticità delle braccia (Figura 2). Infatti questo asana è di grandissima importanza per la mobilità e l’elasticità di braccia e spalle. Tale esercizio, inoltre, corregge le posture difettose che favoriscono o accentuano le deviazioni della spina dorsale.

La “Posizione del Diamante” (flessione laterale delle ginocchia con parte distale ruotata verso l’esterno del corpo), è una posizione all’inizio abbastanza complicata da eseguire poiché richiede molta elasticità (Figura 3). I muscoli addominali vengono tesi, le vene piccole vengono rigenerate e il funzionamento dei pori è potenziato. Con il movimento dei piedi e delle braccia, la circolazione sanguigna è spinta nella zona centrale principale che si trova nel tronco e cioè vicino al cuore. È un esercizio che stimola e rigenera, ed è di grande efficacia per chi ha un sistema nervoso indebolito e insufficiente.

La “Posizione dell’Eroe” (flessione laterale delle ginocchia in posizione seduta), riconosce nello yogi che la pratica, il “ruolo” dell’eroe, in quanto dotato di una costanza che si può definire “eroica” nel controllo del corpo e nella pratica di asana sempre più difficili (Figura 4A). Questa posizione è di grande utilità per il mantenimento di un certo equilibrio sia fisico che mentale. Essa inoltre rafforza la regione pelvica e le articolazioni delle gambe e dei piedi. Una sua variante eseguita in piedi, la “Posizione laterale dell’Eroe” (Figura 4B), massaggia gli organi addominali interni, facilitando la digestione, tonifica i muscoli delle gambe, della schiena e delle braccia irrobustendoli, ed infine raddrizza le spalle curve e cadenti. Tale esercizio è controindicato in caso di pressione bassa o alta.

La “Posizione del Gallo” (flessione laterale delle ginocchia in posizione seduta sospesa da terra), è uno degli asana più difficili da eseguire, poiché richiede il sollevamento del corpo da terra con la sola forza delle mani e delle braccia, e pertanto esige una lunga pratica (Figura 5). I nervi del basso ventre e della cavità addominale vengono rigenerati. Vengono eliminate inerzia dell’intestino e stitichezza. Questa posizione innalza la pressione intraddominale ed ha perciò una forte azione salutare sugli organi addominali; essa inoltre allarga il torace, e rinforza i muscoli di braccia e spalle. Un’altra importante azione salutare viene esercitata sul pancreas. Tale esercizio non è indicato per i praticanti con fragilità ai polsi.

La “Posizione del Loto” (flessione laterale delle ginocchia), è uno degli asana più indicati per la pratica della respirazione, poiché permette una distensione più facile in posizione seduta, evitando così l’affaticamento (Figure 6A, la preparazione, e 6B). Essa fortifica gli organi addominali grazie alla circolazione del sangue, che è resa più attiva nelle regioni lombare e pelvica, e più lenta nelle gambe. Particolare attenzione va rivolta ai legamenti delle ginocchia. Le sue varianti, in elevazione (Figura 6C) e sulle spalle (Figura 6D), sono da realizzare solo ed esclusivamente dopo aver eseguito la posizione base ed esserne divenuti padroni. Entrambe posseggono le stesse virtù e controindicazioni del loto. In più, la prima variante fortifica i muscoli di braccia e gambe ed aumenta la resistenza dei polsi, e favorisce la concentrazione e il dominio del pensiero. La posizione è controindicata in caso di criticità a livello delle articolazioni dei polsi. Nella seconda variante, il sangue affluisce maggiormente nella parte superiore dell’organismo, a causa del rovesciamento del corpo. Gli organi, scendendo, tornano al loro posto e la respirazione diaframmatica reca sollievo ai praticanti asmatici.

La “Posizione di Aditi” (flessione laterale delle ginocchia, flessione laterale delle braccia), favorisce l’elasticità della colonna vertebrale e dei muscoli interni delle cosce, preparando le gambe per la posizione del loto (Figura 7). Essa sistema gli organi della cavità addominale, sviluppa fortemente i muscoli addominali e rinforza i nervi lombari.

La “Posizione del Triangolo” (flessione laterale del busto in piedi), dona forza e stabilità alla parte inferiore del corpo (piedi e gambe), aiuta a sciogliere le anche ed allarga il torace (Figura 8A). L’energia prodotta si irradia dal centro del corpo verso le braccia, le gambe e la colonna vertebrale. Questo asana solleva lo spirito, favorisce la fiducia interiore e migliora l’equilibrio. Tale esercizio è da praticare con cautela in caso di ipertensione e disturbi cardiaci, di problemi alla schiena e al collo. Una sua variante, la “Posizione del Triangolo laterale”(Figura 8B), irrobustisce i muscoli dorsali e le gambe, mantiene elastica la colonna vertebrale, e tonifica gli organi addominali.

La “Posizione della Mezza Luna” (flessione laterale del busto in piedi), è un asana di equilibrio avanzato (Figura 9A). Essa rafforza le gambe e la schiena, e sviluppa la flessibilità delle anche. La sua pratica ha le stesse controindicazioni della Posizione del Triangolo. Una sua variante in posizione seduta, la “Posizione delle Mezza Luna aperta” (Figura 9B), rafforza le gambe e la schiena, tonifica le spalle e il bacino, e corregge la cifosi dorsale alterata. Tale esercizio è controindicato in caso di ernie discali.

La “Posizione laterale ad angolo” (flessione semilaterale del busto in piedi), è un asana che, face ndo riferimento agli angoli, rappresenta la possibile uscita dalle situazioni stagnanti (Figura 10). Tale esercizio mantiene flessibili la colonna vertebrale, le gambe e le anche. Quando la fronte poggia sul ginocchio, la posizione tonifica gli organi addominali. Eseguita nel periodo mestruale, con mestruazioni abbondanti, essa diminuisce il flusso. Tale asana è controindicato in caso di pressione bassa o alta.

Interpretazione psicosomatica delle posizioni trattate

Gli asana, lavorando su entrambi i lati del corpo sia in modo bilanciato che in quello complementare, richiamano la polarità degli opposti: destra – sinistra, maschile – femminile, alto – basso, cielo – terra, bene – male, essere – non essere. Solo quando vi è equilibrio tra destra e sinistra, e cioè quando l’asana viene mantenuto con tranquillità, il respiro risulta regolare e calmo. In assenza di sforzo, le due forze opposte si integrano, portando ad un benessere che va oltre la fisicità, congiungendosi quest’ultima alla sfera mentale e a quella spirituale.

Nella “Posizione del Triangolo”, ad esempio, vi è l’unione tra il cielo e la terra (fisicità), tra il sotto ed il sopra (mentalità), tra la madre ed il padre (spiritualità). Tale esercizio quindi, può portare armonia anche nel rapporto personale con i propri genitori, poiché tutti portano sempre con sè elementi paterni e materni. E questo può avvenire solo quando le tre dimensioni (fisica, mentale, spirituale), riescono a sublimarsi nella pratica dello Yoga.

In conclusione, è ragionevole sostenere che, assumendo le posizioni con consapevolezza, si possono superare le contraddizioni, intese come “opposti che convivono in ogni essere”, integrandole fra loro. Tale “integrazione-unione” è infatti uno degli obiettivi dello Hatha Yoga, lo yoga del Sole e della Luna. È comunque solo con la pratica costante, che si può arrivare a toccare in profondità ogni aspetto del sé, inteso come piccola “rappresentazione-riproduzione” dell’intero universo.

Note bibliografiche:

1. Gabriella Cella. Lo yoga ci insegna a isolare ogni parte del corpo. Nov. 2000. ASANA FUNDAMENTALS. http://www.oocities.org/greenyoga/fondamenti.htm.

2. Gabriella Cella Al-Chamali. Il grande libro dello yoga. Rizzoli, Milano. 2009.

3. AAVV. Yoga. Teoria e Pratica. World Books, Genova. 1999.

4. AAVV. Mini Yoga.Volume 1, Volume 2, Volume 3, Volume 4. Mondadori Electa S.p.A., Milano. 2007.

5. IK Taimni. La scienza dello yoga. Commento agli Yoga Sutra di Patanjali. Astrolabio Ubaldini Editore, Roma. 1970.

6. Paola Campanini. Uno yoga a misura di donna. Molti aspetti del femminile sono per loro natura in sintonia con una disciplina in cui l’attenzione è portata sull’ascolto del proprio corpo. http://www.magnanelli.it/YogaInOccidente/00_CampaniniUnoYogaAMisuraDiDonna.htm.

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