La prima volta che…

…ho visto la parola “YOGA” scritta su un libro era in un tempo oramai immemore. Ero troppo piccola per appuntarmi sul diario cosa mi stesse succedendo, ma era ricorrente che la nonna Tosca mi portasse con se a fare le faccende a casa della signora Irene. La casa della signora era grandissima con un giardino immenso intorno. Non appena si entrava dal cancello già si respirava aria di quiete. Seguivo la nonna come un cagnetto segue il suo padrone…Cagnetto??? Noooo! Avevo paura dei tre “cagnetti” che la signora Irene aveva nel giardino e cercavo di non soccombere alle mie paure facendo finta di niente, come mi aveva insegnato la nonna: “No, canone, non mi fare male! Io non ho paura di te. Vorrei anche accarezzarti, ma ora non posso…”. E poi di corsa in casa a rinchiudermi dietro la porta col doppio giro di chiave. Li, dentro la casa, mi scontravo sempre con un impatto visivo ed olfattivo non indifferente: migliaia di libri tutti messi in ordine sulla grande libreria. Sul tavolo invece c’era sempre qualche libro della signora e puntualmente era un libro che parlava di yoga. E allora io sbirciavo il libro senza leggerlo. Ne guardavo semplicemente le immagini  e provavo a riprodurle…con scarsissimi risultati. Passava il tempo e sono diventata grande. Nel frattempo la mia vita mi ha regalato anche qualche prova da passare. Dal 1996 mi era stata diagnosticata la sclerosi multipla e nel 1997 mi sono iscritta con 5 anni di ritardo alla IV superiore. Iscrivermi a scuola era per me una dimostrazione che, si ero malata, ma ero abbastanza intelligente da potercela ancora fare a diplomarmi. Poi la decisione di sposarmi nel 1999, l’esame di maturità, il lavoro …si, insomma, una serie di cose che mi hanno portato, accompagnata dalla mia amica “scioella”, a frequentare un corso yoga. “Dai Giuly, la palestra non fa per noi. Siamo troppo pigre. Almeno yoga non sarebbe proprio ginnastica e aiuterebbe a rilassarci…”. E così fu! Avevo così l’opportunità di staccarmi dalla vita stressante di quel periodo anche se nell’inconsapevolezza di quello che avrebbe voluto dire per me lo yoga.

Yoga per me da passatempo, era diventato una costante: due sere a settimana piene di riflessioni e di emozioni. Risate e pianti si susseguivano a josa portandomi ad avere sempre più bisogno di yoga per trovare la mia pace interiore. Poi fu divorzio…(scusate lo spirito forse poco carino ai vostri occhi) e allora arrivò il giorno in cui il bisogno di ricercare la mia pace interiore con lo yoga si fece risentire.
Tra le stradine storiche di Massa leggo un cartello che parlava di corsi yoga…e un numero di telefono di una certa Marzia. “Ci vado” penso di essermi detta. Poi di nuovo la sclerosi e gli occhi ballerini che non mi permettevano ne di vedere bene ne di avere un buon equilibrio. Dopo pochi mesi dall’inizio del corso ho dovuto fermarmi. Qualche anno di letargo, ma il pensiero dello yoga era sempre vivo. Così quest’anno, dopo una ricerca assidua di Marzia, l’ho ritrovata e non solo: non ho ritrovato solo la Marzia di yoga ma anche Marzia del Tetha healing…ho incontrato Gianbattista e tutte le ragazze che fanno yoga con loro. Cos’è diventato yoga per me ora? E’ sempre la ricerca della mia pace interiore ma si è arricchito con nuove esperienze, nuove conoscenze e con sempre tanta voglia di scoprirmi. Buona vita e Baci da…Giuly
Giuliana Salvatori

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